venerdì 28 giugno 2013

Comunicato

La delibera n. 23 approvata dal Consiglio Comunale il 4 giugno 2013 ha statuito un nuovo regime per la concessione dei locali comunali. Il relativo tariffario (approvato con delibera di giunta n. 139/2013) prevede oltre al pagamento di una tariffa oraria, il versamento di un deposito cauzionale ed eventualmente il noleggio delle attrezzature accessorie.
Alug potrebbe non essere in grado di far fronte a questi ostacoli di ordine economico, paralizzandone così l'attività.
Pur reputando lecito che il Comune cerchi di ottimizzare la resa economica dei propri beni immobili (alcuni dei quali di elevato interesse storico), riteniamo eccessivo che questo debba pesare anche sul mondo dell'associazionismo no-profit, finendo, di fatto, col frustare il lavoro volontario di decine di giovani avolesi.
In occasione degli incontri per l'istituzione dell'Albo delle associazioni cittadine, Alug ha espressamente chiesto che i locali del Centro Giovanile (peraltro recuperati grazie a finanziamenti europei) potessero essere concessi in via prioritaria e gratuita a quelle associazioni meritevoli di tutela. La delibera 23/2013 (art. 13) prevede invece che in questi termini possano usufruirne solo partiti e singoli candidati in campagna elettorale, sebbene già ora godano degli ampi benefici concessi dalla normativa sulla propaganda politica.
Augurandoci che si sia trattato di una semplice svista o dimenticanza, e nell'auspicio che riprendano al più presto i lavori per la compilazione dell'Albo della associazioni, auspichiamo che le autorità comunali possano individuare anche una sola tra le varie strutture da mettere gratuitamente a disposizione delle associazioni per l'espletamento di attività ricreative e culturali.

sabato 25 maggio 2013

Installare Pepper Flash Player su Chromium

In un precedente post avevamo già parlato del difficile rapporto tra Flash Player e Linux. Sappiamo già che Adobe non rilascerà più nuove versioni di Flash, limitandosi solo alla correzione dei bug di sicurezza della versione 11.2
Solo Chrome finora è stato immune al problema: Google infatti ha sviluppato in autonomia un'apposita API (Pepper) grazie alla quale il suo browser (che analogamente alle versioni di Windows viene distributo includendo Flash) riesce ad utilizzare anche le ultime versioni, prescindendo così dal disinteresse di Adobe.

Una delle soluzioni per ovviare al problema può essere così quella di passare a Chrome scaricando l'apposito pacchetto dalla pagina di Google (non è infatti presente nei repository di Ubuntu). Tuttavia, per i noti problemi di privacy  e per l'inclusione di tecnlogie proprietarie, molte distribuzioni (e utenti) hanno preferito puntare sulla versione open source, Chromium.
Chromium è il browser da cui deriva Chrome (supportato anche da Google), ma a differenza di quest'ultimo è completamente open source, ha un logo differente (sebbene simile) ma funzionanlità assolutamente identiche. 

Chromium è già supportato dal plugin Flash ufficiale, ma per rendere fruibile anche Pepper (e quindi anche le versioni recenti di Flash) occorre apportare alcune modifiche.


Cominciamo installando il PPA esterno (solo per Ubuntu 12.04 e successive).

$ sudo add-apt-repository ppa:skunk/pepper-flash

A questo punto facciamo l'aggiornamento dei repository e installiamo il relativo pacchetto

$ sudo apt-get update
$ sudo apt-get install pepflashplugin-installer


Ora, con il nostro editor testuale preferito (in questo caso Leafpad), bisognerà editare il file /etc/chromium-browser/default, avendo cura di ottenere i permessi root.

$ sudo leafpad /etc/chromium-browser/default

Nell'ultimo rigo, dopo la linea CHROMIUM_FLAGS="" line  incollate il testo sotto indicato:
 
. /usr/lib/pepflashplugin-installer/pepflashplayer.sh

 Abbiate cura di lasciare l'ultimo rigo vuoto, chiudete e avviate Chromium.
Per verificare se l'operazione è andata a buon fine digitate chrome://plugins nella barra degli indirizzi:





In questo caso Chromium ha riconosciuto Flash Player 11.7, ed è pronto per la navigazione ;)



martedì 21 maggio 2013

Tenere aggiornato Libre Office attraverso i PPA ufficiali

Sin dal suo debutto, avvenuto nel 2011, Libre Office è la suite libera per ufficio più apprezzata dagli utenti di Linux, sia per la maggiore aderenza alle licenze libere, sia per il migliore e più ordinato grado di sviluppo.
Libre Office è già incluso di default in molte distribuzioni, tra cui Ubuntu. Le versioni contenute nei repository ufficiali, tuttavia, non sono sincronizzate con i rilasci più recenti, così che il suo aggiornamento è devoluto alla cura dell'utente finale.
Naturalmente è possibile scaricare i pacchetti direttamente dal sito ufficiale, ma questa operazione può risultare noiosa, e sopratutto bisognerà ripeterla a ogni nuovo rilascio.

Fortunatamente sono disponibili dei PPA ufficiali del progetto in grado di facilitarci molto nel nostro lavoro. Vediamo come fare.

Prima di procedere occorre disinstallare dal sistema qualsiasi altra versione, eventualmente anche Apache Open Office, giacché le due suite non possono coesistere nello stesso ambiente.

Apriamo il terminale e digitiamo


$ sudo add-apt-repository ppa:libreoffice/ppa
$ sudo apt-get update
 A questo punto aggiungeremo i PPA contenenti l'ultima versione attualmente disponibile.


Nel caso in cui preferissimo solo gli aggiornamenti di manutenzione del ramo stabile 4.0, senza passare alla main release successiva, i comandi saranno invece:

$ sudo add-apt-repository ppa:libreoffice/libreoffice-4-0
$ sudo apt-get update


In ogni caso è sempre possibile rimanere aggiornati sui nuovi PPA e sulle istruzioni per aggiungerli consultando la pagina ufficiale.

mercoledì 15 maggio 2013

Visita al Museo dell'Informatica Funzionante a Palazzolo Acreide


Come annnunciato, oggi Alug ha messo da parte la moderna tecnologia e si è tuffata nel passato visitando gli amici Gabriele "Asbesto" e Alessandro del Museo dell'Informatica Funzionante, a Palazzolo Acreide.

L'impatto scenico è stato a sbalorditivo, non solo per l'incredibile effetto "moderno" delle macchine degli anni '70, ma anche perché sono tutte perfettamente funzionanti. Un'intera area è dedicata a Apple, dai primi pezzi fine anni '70 che hanno rivoluzionato la storia dell'informatica fino allo sfortunato G3, mentre con un pizzico di nostalgia abbiamo ammirato le macchine degli anni '90. I pezzi più antichi sono costituiti invece da una magnifica telescrivente del 1940 e da alcuni calcolatori meccanici. La collezione è completata da una ricca libreria informatica, spesso composta da manuali e guide d'uso di antichi sistemi operativi e software non più esistenti.
L'esperienza, che si inserisce nella stupenda cornice barocca di Palazzolo, è sicuramente da ripetere, e lo consigliamo a tutti gli amici che oggi non si sono potuti unire a noi.

venerdì 26 aprile 2013

Gestione della batteria a riga di comando: ibam

Mettiamo che siete così nerd da voler installare una distro linux minimale senza interfaccia grafica sul vostro pc portatile (non voglio sapere perchè :D).
Come facciamo a sapere quanta autonomia ci rimane prima che il pc si spenga rischiando di perdere tutto, visto che non abbiamo icone o baloon che ci avvisano di ciò?
Mi sono messo un pò a cercare ed ho trovato un applicazione che fa proprio al caso nostro. L'applicazione è: ibam.
Se non è installata e se siete su una distro debian-based, lanciate da terminale:  

sudo apt-get install ibam, ora non resta che lanciarlo 
ad esempio: rozzo@rozzo-laptop:~$ ibam
Nell'immagine sotto il pc portatile è completamente carico, ed il caricabatterie è staccato. Ibam ci dice quanta autonomia abbiamo, in questo caso 1 ora 28 minuti e 48 secondi:

Nella seconda immagine il caricabatterie è attaccato e quindi la batteria è in carica da 19 minuti e 56 secondi:
Lanciando ibam -h avrete altre utili opzioni, molto semplice no?

giovedì 25 aprile 2013

BOINC, calcolo distribuito con Linux

BOINC  (Berkeley Open Infrastructure for Network Computing) è un sistema di calcolo distribuito sviluppato dalla University of California. Lo scopo è quello di conferire in rete le risorse inutilizzate dei nostri computer con l'intento di metterle a disposizione per l'elaborazione di particolari progetti, in genere sulla ricerca medica, biologica o astrofisica. Si tratta di operazioni particolarmente lunghe o complesse, e che possono essere svolte solo con l'impiego di una enorme potenza di calcolo, purtroppo non sempre disponbile.

Il client è rilasciato sotto licenza open source LGPL ed è nativamente disponibile anche per Linux. Gli utenti di Ubuntu lo potranno comodamente trovare nei repository ufficiali (Universe).
L'installazione (da riga di comando) avviene con la consueta sintassi:

sudo apt-get install boinc

E' comunque possibile scaricare i binari direttamente dal sito ufficiale (solitamente più aggiornati) e procedere con l'installazione classica, valida per tutte le distro.

Per partecipare a un progetto è necessario preliminarmente accreditarsi, il sito è solitamente indicato nella stessa schermata delle informazioni.






Un punteggio misurerà il lavoro svolto dalla nostra macchina allo scopo di incentivare la competizione tra gli utenti. E' possibile competere anche in team. Sul sito di BOINC.Italy (il più grande team italiano) trovate, oltre a molte altre informazioni sul progetto e il forum della community, anche la guida dettagliata per la configurazione e installazione del client.



Schermata del client BOINC in azione (con elaborazione del progetto SETI).

Naturalmente BOINC, una volta avviato, finisce col rallentare inevitabilmente il nostro computer (in base alle risorse che decideremo di assegnare), ragione per la quale il mio consiglio è quello di farlo girare in quelle macchine che restano accese molte ore al giorno e destinate a utilizzi elementari, oppure impiegate per il trattamento testi.

mercoledì 3 aprile 2013

Mozilla, 15 anni di internet libero

Mozilla compie i suoi primi 15 anni nel web.

 
Era il 1998 quando Netscape, software house sviluppatrice dell'omonimo browser, e oramai sull'orlo del fallimento, pubblicava il codice sorgente di Netscape 5.0 su licenza libera ideata  da uno dei suoi avvocati: MPL (Mozilla Public Licence), versione ibrida delle più note licenze BSD e GPL e attualmente usata per gli attuali rilasci di Firefox.

la prima home page del progetto Mozilla

Mozilla, dal nome in codice con cui venivano chiamate le versioni interne di Netscape, è il nuovo browser che rinasceva dalle sue ceneri. Si affacciava in un contesto caratterizzato dallo strapotere di Microsoft, che con il suo Internet Explorer imponeva, di fatto, propri standard. Lo scopo di Mozilla era proprio quello di scardinare quel monopolio creando un browser multipiattaforma tecnologicamente avanzato e conforme agli standard internazionalmente riconosciuti.

 splash screen di Mozilla Suite

Il resto è storia recente. Il progetto Mozilla passerà il secondo piano a partire dal 2006 per poi sparire del tutto (tutt'oggi è portato avanti da sviluppatori indipendenti col nome di SeaMonkey) in favore di Mozilla Firefox, che ne ha fatto proprio gran parte del codice. Rimangono però invariati gli intenti: contribuire a rendere internet libero e accessibile.

Oggi il progetto Firefox viene sviluppato dalla Mozilla Foundation, una fondazione operante senza scopo di lucro e rappresenta uno dei principali e più diffusi progetti open source.

Mozilla Foundation ha creato una apposita pagina per celebrare l'evento ricordando i più grandi successi.