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giovedì 12 febbraio 2015

Processo Civile Telematico: installazione e configurazione del redattore SL pct su Ubuntu e derivate



Nella scorsa guida abbiamo spiegato come predisporre una macchina Linux per il corretto funzionamento della firma digitale e dell'interfaccia al Polisweb nazionale.
In questa guida verrà illustrato come installare il software imbustatore (o redattore) SL pct.
La distro di riferimento è Ubuntu 14.04 LTS.

SL pct è un software gratuito, open source, multipiattaforma programmato in linguaggio Java.
Lo potete scaricare qui, ricordandovi di fare una piccola donazione nel caso il software fosse di vostro gradimento.


1. Installazione ambiente Java (JRE)

Il primo adempimento, preliminare a qualunque operazione, consiste nell'installazione dell'ambiente Java.
Nel caso in abbiate già provveduto passate direttamente al punto 2.
Se invece non siete sicuri, basterà scrivere nel terminale il seguente comando di verifica:
$ java -version 

Se la risposta è un messaggio di errore allora occorrà provvedere all'installazione.
In caso contrario la consolle restituirà un messaggio simile:





Prima di procedere con l'installazione occorre sapere che l'ambiente Java fornito nei PPA di Ubuntu è l'ambiente Open JDK. Si tratta di una versione non ufficiale e completamente open source, e differisce dal più celebre Oracle Java, pure questo open, soltanto dal fatto che in quest'ultimo sono implementate alcune tecnlogie proprietarie.
Nella maggior parte dei casi Open JDK risulta essere un ottimo sostituto di Oracle Java, tuttavia nel funzionamento di SL pct potrebbe causare problemi.
Per questo motivo è necessario preliminarmente disinstallare, se presente, Open JDK.

Oracle Java non è presente nei PPA per problemi di licenza.
Per la sua installazione occorrerà pertanto scaricare il pacchetto dal sito ufficiale. La versione è pacchettizzata soltanto in RPM. Se non disponete di una distro rpm based (es. Fedora) bisognerà scaricare e installare i binari.

Fortunatamente, alla poca lungimiranza di Oracle, hanno rimediato gli amici di WebUpd8, che ne hanno pacchettizzato in modo autonomo una versione in comodi deb.
Le istruzioni da seguire, che consistono nell'aggiungere il PPA appositamente creato si riassumono nei seguenti comandi da impartire nel terminale:
sudo add-apt-repository ppa:webupd8team/java
sudo apt-get update
sudo apt-get install oracle-java7-installer

Per il momento sconsiglio di passare a Java 8, in quanto potrebbero verificarsi dei problemi sia con SL pct che con il software di firma Aruba Sign (nel caso disponiate chiavette Aruba).




2. Installazione di SL pct

Dopo avere scaricato SL pct dal link indicato sopra (o dal sito ufficiale ww.slpct.it) si procede scompattando l'archivio. Per questa semplice operazione ometto qualsivoglia riferimento dalla riga di comando in quanto oramai la procedura può tranquillamente essere effettuata da modalità grafica.

Prima di avviare l'installazione bisogna dare i permessi di esecuzione all'installer principale, ragione per cui, dopo esseri portati all'interno della cartella diamo il seguente comando.

sudo chmod +x slpctinstall 

Procediamo pertanto con l'installazione avviando il classico comando:

sudo ./slpctinstall

A questo punto troverete SL pct è installato all'interno della cartella Home, mentre un collegamento verrà creato nel desktop, ma non abbiamo ancora finito.

SL pct dispone di una funzione di aggiornamento automatico alle nuove versioni.
E' bene precisare sin d'ora che per quanto riguarda Linux questa funzione è limitata solo agli alert. Ogni nuova versione dovrà pertanto essere scaricata e installata da zero secondo le modalità pocanzi esposte.


3. Installazione delle JCE (Java Cryptograpy Extension)

L'installazione di queste librerie supplementari è fondamentale in quanto, in loro assenza Java, e conseguentemente SL pct, non riusciranno a gestire le implementazioni di firma.

Al primo avvio di SL pc comparirà quindi un messaggio di avviso che ne segnala la mancanza.

Questo pacchetto va scaricato a parte dal sito ufficiale di Oracle Java (n.b. il presente link vale solo per Oracla Java 7).

L'interno dell'archivio è composto dalla cartella "UnlimitedJCEPolicy", che contiene i seguenti file:


Occorre copiare solo i file local_policy.jar e US_export_policy.jar all'interno del seguente percorso (sono necessari i permessi root):

/usr/lib/jvm/java-7-oracle/jre/lib/security

Vi raccomando di non copiare la cartella che li contiene ma direttamente i singoli file.



4. Abilitare SL pct alla firma digitale

Come ho scritto più sopra SL pct funziona principalmente da "imbustatore" del fascicolo e degli atti di parte. Questo pertanto presuppone che l'atto principale o la procura alle liti siano già state precedentemente firmate digitalmente (estensione .p7m) con i software di firma appositamente rilasciati dai vari gestori (Aruba Sign, Dike) prima di essere caricate nella busta.

Ciò è ovviamente possibile, tuttavia, al fine di facilitare le operazioni, si può abilitare SL pct alla firma degli atti (utilizzandolo a tutti gli effetti come software di firma), che così in questo caso non necessitano di essere preventivamente processati con gli appositi software, con un notevole risparmio di tempo.

Dando per scontato che abbiate già proceduto a scrivere il vostro atto giudiziario da depositare ed esservi muniti della procura ad litem, lì dove richiesto, avviate SL pct e cominciate a caricare i dati e impostare gli atti secondo il suo normale funzionamento.

Giunti al punto raffigurato nella schermata sottostante, premete il tasto Firma.




Si aprirà questa ulteriore schermata:




Presupponendo che abbiate regolarmente installato il driver del vostro lettore e il corretto middleware della vostra smart card (le operazioni sono già state spiegate nella precedente guida), si procede come segue:

Nel primo rigo, basterà inserire il path dove abbiamo installato il middleware. Nel caso specifico si tratta della libreria libbit4xpki.so, valida per la smartcard Incard.
Sarà necessario effettuare questa operazione solo la prima volta, per tutte quelle successive SL pct manterrà le impostazioni.

Il rigo slot può essere lasciato anche vuoto, posto che il programma riconoscerà automaticamente quello corretto.

Nel terzo rigo bisogna inserire la password della smartcard, e occorrerà farlo per ogni singola operazione, in quanto non è possibile salvarla.

A questo punto premendo il tasto "Firma", se tutto è andato bene, la spia del vostro dispositivo di firma comincerà a lampeggiare dando avvio alla procedura.

 

sabato 5 luglio 2014

Processo Civile Telematico su Linux (e low cost). Guida completa alla configurazione di un sistema Linux

* Ultimo aggiornamento 02 settembre 2015


Il 30 giugno 2014 è ufficialmente entrato in vigore (D.L. 90/2014 Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari) il Processo Civile Telematico, una delle più grandi riforme che la giustizia italiana abbia attraversato.

In questa guida non verra illustrato il funzionamento del Processo Civile Telematico in sé in quanto esiston numerose guide i vademecum appositamente predisposti dai vostri COA nonché dai distretti di corte d'appello.

In questa guida è esplicato esclusivamente il profilo tecnico per l'ottimale predisposizione di una macchina Linux.
La guida è stata testata su distribuzione Xubuntu 12.04 LTS e 14.04 LTS



Premessa

L'avvio del Processo Civile Telematico (d'ora in poi PCT) presuppone che il professionista si doti di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC), di una smartcard contenente la propria firma digitale, nonché di un dispositivo hardware per la lettura della stessa.
Sarà necessario anche un sofware c.d. "imbustatore" (impropriamente detto anche "redattore") e preferibilmente un client di posta elettronica.





1. Il sofware c.d. "imbustatore" e il client di posta elettronica

Per quanto attiene il software "imbustatore" sul mercato sono presenti numerose soluzioni, spesso compresive di vari applicativi gestionali. La maggior parte di essi è però sviluppata per Windows.

Ad oggi l'unico sofware imbustatore compatibile con Linux è SL pct.
SL pct è un sofware gratuito ma non open source, sviluppato per conto della Regione Toscana in linguaggio Java.

Il client di posta elettronica non è propriamente indispensabile, ma è consigliato, in quanto il PCT a pieno regime è suscettibile di generare una mole dati tale da saturare facilmente il limitato spazio messo a disposizione nella maggior parte dei provider di PEC.
Ciò che mi sento di consigliare, in luogo del più rinomato Thunderbird, è Evolution, che a differenza del primo non risente di problemi nella gestione delle PEC, che supporta a pieno, e sopratutto è corredato di un'ottima funzione di backup integrato oltre una comoda agenda.
E' disponibile solo per Linux ed è sviluppato dalla Gnome Foundation, lo trovate comodamente nel PPA di Ubuntu e in quelli della stragrande maggioranza delle altre distro.




2. Scelta della smartcard

L'acquisto della firma digitale qualificata può essere comodamente effettuato da internet presso uno dei tanti soggetti autorizzati ad emetterle (Aruba, Postecert, Infocert). Viene venduta in varie configurazioni (chiavetta, lettore da tavolo, firma remota) che si differenziano in genere per il prezzo e per qualche comodo accessorio.
La soluzione adottata nel caso specifico è stata l'acquisto della smart card sciolta da adoperare tramite lettore da tavolo.
Rapprenta la soluzione più economica e assieme riduce il rischio di smarrimento.
Tralascio pertanto ogni riferimento alle c.d. business key, ovvero le chiavette USB, anche perché allo stato attuale non sono disponibili i driver per Linux a 64 bit.

Nel caso specifico la scelta è caduta su Infocert, il cui sofware di firma (Dike) è rilasciato nativamente per Linux. Benchè ufficialmente supporti Ubuntu 10.04 e 12.04, faccio presente che risulta comunque compatibile anche sulla 14.04.

Anche Aruba smartcard si presta al nostro scopo, in quanto il software di firma Aruba Sign gira su tutti i sistemi operativi, compreso Linux 64 bit. Si tratta di un sofware scritto in Java, e perfettamente funzionante con le OpenJDK.

Infine, recentemente affacciatasi sul mercato Linux, è anche Postecert, la firma digitale di Poste Italiane. Anche il software di firma di questa, Firma OK, adesso viene rilasciato anche per Linux e Mac.
  

3. Scelta del lettore smartcard

La scelta del lettore smartcard, fortunatamente non presenta particolari problemi, in quanto si tratta di dispositivi muniti di tecnologia standardizzata.
Nel caso specifico è stato scelto il lettore Gemalto Gem PC USB, peraltro in uso presso le cancellerie di numerosi tribunali, e che tra le altre risulta anche essere tra quelli più a buon mercato.
Lo trovate per pochi Euro (in genere tra le 10 e le 15) on line presso i siti specializzati, su Amazon o nei negozi di forniture per ufficio, ed è compatibile anche con la Carta Nazionale dei Servizi (tessera sanitaria) e con la Carta Regionale dei Servizi della Regione Lombardia.


4. Installazione lettore smart card Gemalto Gem PC USB

I driver di questo lettore sono open source e sopratutto sono comodamente disponibili nei PPA di Ubuntu oltre che in quelli di numerose distro.
Per coloro che preferiscono ancora l'approccio tradizionale da terminale i comandi sono i seguenti:

apt-get install libccid

apt-get install pcscd


E' tuttavia consigliabile installare anche i seguenti pacchetti:

apt-get install libusb-dev libusb++-0.1-4c2

apt-get install libpcsclite1

apt-get install libpcsclite-dev


Pacchetti facoltativi che ci torneranno utili solo per le verifiche sono:

apt-get install libpcsc-perl

apt-get install pcsc-tools


A questo punto la spia del lettore dovrebbe iniziare a lampeggiare, segno che tutto è andato bene. In ogni caso è bene controllare tramite il solito comando lsusb che il sistema lo abbia riconosciuto.


5. Il sofware di firma

Il processo firma è gestito da un apposito software che dovete installare a parte.
Sfortunatamente non esistono ancora soluzioni open, in quanto il progetto Open Signature sembrerebbe essere abbandonato da anni, e perciò ci si deve affidare a soluzioni prevalentemente proprietarie.

Come già specificato in premessa Dike è il sofware sviluppato per conto di Infocert per le sue smartcard.
E' composto in due parti, Dike e Dike-Util (che dovrete utilizzare per la prima attivazione della smartcard. Il software è già rilasciato nativamente per Ubuntu in comodi pacchetti deb, e benché non specificato, funziona egregiamente anche su Ubuntu 14.04 LTS.

Aruba Sign è il sofware sviluppato da Aruba. E' in grado di leggere anche le smart card rilasciate da Infocert, ragione per la quale consiglio comunque di installarlo nel caso in cui Dike dovesse dare problemi. E' sviluppato in Java.

File Protector è il sofware firma sviluppato da Actalis per conto di Infocamere. Funziona anche con smart card diverse ed è distribuito nei comodi pacchetti deb.
Apache Open Office/Libre Office, hanno integrato, a partire dalle loro ultime versioni (v. 4.0) la possibilità di firmare digitalmente i documenti senza necessità di adoperare sofware esterno. Vi rimando, a tal proposito, alle rispettive guide invitandovi all'aggiornamento qualora non lo aveste ancora effettuato.



6. Accesso al Polisweb PCT: installazione del middleware della smart card

Per potere operare il riconoscimento web (e quindi Polisweb) con la nostra smart card sarà necessario installare anche l'apposito middleware.

Premetto sin d'ora che ogni smartcard ha il proprio middleware, che può differire non solo in base al produttore (es. Athena, InCard, Oberthur) ma anche in base al numero di serie della stessa.
Alcuni middleware sono disponibili nella sezione download di Aruba, e sono funzionanti anche per le smart card rilasciate da terzi

Potete conosce con esattezza il tipo di scheda accedendo a Dike-Util (fornito al corredo di DikeL) alla voce "verifica smart card".
Vi rimando al sito del vostro gestore per il download del middleware esatto.

Ricordandovi di operare con i permessi di root, dovrete semplicemente copiare il file middleware (riconoscibile per l'estensione .so) nella cartella

/usr/lib

o a seconda della distribuzione

/usr/local/lib



7. Accesso al Polisweb PCT: configurazione browser Firefox

L'accesso ai siti Polisweb presuppone l'identificazione c.d. forte tramite smartcard. A tale fine è necessario che il browser sia messo in grado di interfacciarsi con la smartcard.


Per quanto riguarda Firefox, sul sito di Infocert è presente una guida che, benché valida, si riferisce alle vecchie versioni della serie 3.x.

Nel caso specifico è utilizzato Firefox 40, ma la guida è valida anche per le versioni precedenti.



Passo 1: installazione certificato

Preliminaremente dovete procurarvi il certificato rilasciato dal gestore della vostra smart card.

Nel caso di smart card Infocert i certificati (.cert) sono scaricabili qui.

Andiamo su Preferenze, tabella Avanzate, scheda Certificati.



Premiamo il tasto Mostra Certificati (linguetta Autorità) e, dopo avere scompattato l'archivio contenente i certificati, selezioniamoli col tasto Importa.


All'atto del caricamento apparirà una schermata in cui vi si chiederà di spuntare tre caselle per consentire dei permessi. Spuntatele tutte.



Passo 2: configurazione middleware

Si tratta del passaggio più importante perché si tratterà di mettere in comunicazione Firefox con in driver della smartcard. 

Ritorniamo nella schermata precedente, quella della schermata Avanzate, e andiamo su Dispositivi di Sicurezza.
 
Premiamo sulla destra il tasto Carica:


Potete mettere il nome modulo che più vi aggrada, mentre occorrerà selezionare correttamente il percorso del middleware precedentemente installato all'interno di /usr/lib/ (o /usr/local/lib a seconda della distribuzione).

Se al termine di questa operazione vi verrà chiesto di inserire la password ella vostra smart card vuol dire che la scheda è stata riconosciuta e potete navigare accedere ai siti Polisweb.